Dott. Renzo Zambello
Medico psicoterapeuta Milano

Guestbook di psicoterapia

 Domande al Dott.Zambello
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 N°: 768
 Data: Sabato
08:20
06.03.2010
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gentile dottore,volevo chiederle ,se per mia figlia che soffre di disturbo generalizzato dello sviluppo di tipo nas, cioè che ragiona e capisce, se posso utilizzare l'ipnosi, e se si secondo lei in che percentuale potrebbe migliorare?,posso partecipare a dei corsi di ipnosi anche se non appartengo alle categorie di persone che lavorano in campo educativo? grazie

Risposta del Dott.Zambello:
Gent.mo Signor Marco,
il Disturbo Generalizzato dello Sviluppo Non Altrimenti Specificato (NAS) ha sicuramente una prognosi più favorevole rispetto ad altre difficoltà alle quali questo disturbo appartiene: autismo, disturbo di Rett, disturbo di Asparger..
Non si riesce per la verità bene a classificarlo é in questo é già insita una certa difficoltà a trovare la terapia giusta. Ma tra le possibilità terapeutiche escluderei sicuramente l'ipnosi. Non conosco sua figlia ma, la prima cosa che mi viene in mente é una psicoterapia con un'esperto/a di psicoterapia infantile. E' necessariamente una terapia lunga ma, ho visto casi con miglioramenti notevoli.
L'ipnosi é una pratica medica, i corsi, dovrebbero, essere aperti solo agli psicoterapeuti o medici o psicologi in formazione.

 N°: 767
 Data: Venerdi
23:31
05.03.2010
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gentile dott.Zambello.volevo chiedere cosa ne pennsa del libro di scott peck voglia di bene? io ho letto quel libro e volevo chiwedere un suo parere come medico terapeuta visto che stimo tanto i suoi consigli.grazie

Risposta del Dott.Zambello:
Gent.ma Sara,
ho letto anch'io alcuni libri di Peck, sono divertenti, mi piacciono: Ci mette molto "del suo". E' bello leggerli, come era bello quando mia nonna mi raccontava le sue storie. Come lei aveva superato mille difficoltà nella vita. Mi creda, per me, mia nonna, é sempre stata un punto di riferimento, un aiuto vero, Ma, non faceva psicoterapia. Non era il suo compito, non voleva. Peck però era psichiatra, presentava le sue teorie come vie terapeutiche. Non é così. Tutti noi vorremmo seguire il bene, fare il bene, amare, lasciarci amare ma, a volte non ci riusciamo. C'é un gap tra quello che vorremmo e quello che possiamo e non sempre l'esperienza degli altri ci aiuta a superarlo. La psicoterapia psicodinamica crede che solo analizzando, vivendo ed elaborando queste difficoltà che hanno a che fare col gap, sia possibile trovare la propria strada. Le proprie soluzioni. In fondo le soluzioni che trovano e propongono gli altri, possono anche sembrarci belle, ma non sono nostre. Non é detto che ci vadano bene.

 N°: 766
 Data: Giovedi
18:20
04.03.2010
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Grazie Dott. Zambello,
lei é sempre molto gentile, non mi ha detto però se le sedute devono essere tre alla settimana. Grazie di nuovo anche per il servizio che offre a tutti.


Risposta del Dott.Zambello:
Gent.mo Signor Giovanni,
ha ragione, non ho parlato della frequenza delle sedute. E' un tema importantissimo. Lo spazio e il luogo non ci permettono di svolgerlo a sufficienza.
Diciamo che le variabili che il terapeuta deve vagliare quando fa la sua proposta terapeutica dipendono essenzialmente dalla capacità° empatica e introspettiva del paziente, dalle motivazioni e anche dalla disponibilità. Il terapeuta deve essere in grado di valutare e assicurare che durante l'analisi esista, sia leggibile, un transfert. Ecco, questo é lo strumento dell'analisi: il transfert. Perché questo funzioni e sia leggibile occorre una certa frequentazione. Lei capisce che se il paziente e terapeuta si vedono ogni tanto, é verosimile che non si creino le condizioni perché l'analisi sia possibile. Quante volte? Una, due, tre. Dipende, personalmente tutte e tre queste frequenze sono possibili.

 N°: 765
 Data: Giovedi
18:15
04.03.2010
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Buongiorno dott. Zambello,
mi potrebbe dire quanto può durare una psicoanalisi? E' vero che può durare fino a 10 anni, tre sedute alla settimana? Scusi, ma quanto viene a costare un'analisi. Grazie per la sua risposta


Risposta del Dott.Zambello:
Gent.mo Signor Giovanni,
la durata dell'analisi é un tema che ha interessato gli analisti fin dall'inizio. Lo stesso Freud scrisse un libro dal titolo:"Analisi terminabile e interminabile". Personalmente penso che la durata dipenda da diverse variabili: motivazioni del paziente, livello del disagio avvertito, aspettative del paziente, disponibilità di tempo e anche economica. Se uno si vuole allenare per fare una scalata, é diverso se intende salire su un monte di 1000 metri o vuole andare sul Monte Bianco. Dipenderà poi dalle condizioni dalle quali parte. E' per me impossibile pensare che se uno decide a 30, 40 anni di "rivedere" le sue scelte, capire come lui funziona, quali sono i meccanismi che gli impediscono di usare bene le sue potenzialità, possa ristrutturarsi in pochi mesi , riuscire in pochi mesi a trovare un Sé che non ha trovato per trenta, quaranta anni. Il tempo é legato al fatto che l'analista si astiene, non sa quali siano le cose "giuste" per quel paziente, deve essere il paziente stesso che attraverso le interpretazioni dell'analista capisce e sceglie ciò che gli appartiene. Ma, é un processo lento, ogni uno ha i suoi tempi e l'analista li rispetta. Questo ha un costo? Si ma, é un grande investimento

 N°: 764
 Data: Lunedi
22:19
01.03.2010
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dott.Zambello e stato da vero gentile nelle sue risposte.quindi con un po di fiducia in me stesso e visto che non ho problemi genetici organici nel cervello ma solo che sono un tipo come dire che non mi e mai piaciuto stare per molto tempo in un posto,lei pensa che ce la faro non rischio di impazzire,vero?tti ringrazio e scusa delle tante domande ma hgo tanti pensieri per la testa me stesso la mia famiglia ecc.grazie anticipatamente

Risposta del Dott.Zambello:
Gent.m Signor Raf,
stia tranquillo. Auguri

 N°: 763
 Data: Venerdi
11:59
26.02.2010
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Egr. Dr. Zambello,
ascoltando un discorso dello scrittore Aldo Busi mi sono ritrovato a condividerlo pienamente. Lui sostiene che non sia corretto parlare di eterosessualità e omosessualità, ma è necessario che si parli di SESSUALITA'. Ognuno di noi ne possiede una propria e imprescindibile da noi stessi, dovrebbe continuare a far parte della nostra sfera più strettamente "privata", per cui non necessariamente sbandierarla e ciascuno dovrebbe viverla come meglio crede. Per noi "diversi" sono solo belle parole o è proprio così? Come si può far proprio questo principio? Grazie di cuore.


Risposta del Dott.Zambello:
Gent.mo Signor Enrico,
non ho sentito il discorso di Busi ma, da come lei me lo sintetizza, direi che é condivisibile.
Anch'io ho scritto qualcosa di simile, vada nel sito www.zambellorenzo.it e veda l'articoletto "omosessualità". Sostengo che non ci sia differenza essere omo o etero-sessuali ma, non bisogna negare che la maturità sessuale é una conquista difficile per tutti e, per gli omosessuali é una strada ancora più impervia, dove a volte é facile cadere.

 N°: 762
 Data: Giovedi
20:33
25.02.2010
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gent.mo dott.ZAMBELLO e stato molto gentile e ti ringrazio.la mia grande paura e che se il proceso che ho ancora aperto puo andare male.e finisco in carcere rischio di impazzire.non sono un tipo debole,ma sono sensibile e son un tipo che non mi piace star a lungo in un posto?ti ringrazio molto

Risposta del Dott.Zambello:
Gent.mo Signor Raf,
le auguro che il processo vada a finire bene ma, nel caso contrario lei deve smetterla di pensare in termini: "io non ce la faccio, non posso farcela ..." La realtà non la può cambiarla nessuno, possiamo solo accettarla e in quanto possibile "usarla" per aumentare la nostra consapevolezza.
Auguri.

 N°: 761
 Data: Giovedi
15:35
25.02.2010
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gent.mo dott. Zambello, spero di non rubare il Suo prezioso tempo, ma la stimo molto e volevo chiederLe : è possibile amare due persone? Le premetto che non sono più un'adolescente e che questa situazione (che credevo potesse essere solo un'infatuazione) si protrae ormai da tempo. Buona giornata dottore e mi scusi per il disturbo.

Risposta del Dott.Zambello:
Gent.ma Valentina,
grazie. L'amore non é qualcosa di quantificato, un po' come se lo diamo ad uno non ne abbiamo per l'altro. Non é così. Mi piace un'immagine di Suor Teresa di Calcutta che diceva che tanto più diamo, tanto più abbiamo.
Ma purtroppo nei rapporti affettivi sentimentali le cose si complicano un po'. Bisogna tener conto della morale comune, dei valori sociali condivisi, dei bisogni e anche dei limiti dell'altro. I nostri rapporti sono necessariamente un po' stereotipati. Ciò non é solo un limite e anche il presupposto per condividere un linguaggio ed un progetto. Allora il problema non è, si può, ma: conviene, mi aiuterà, ci aiuterà veramente questo comportamento? Mi creda, la morale e forse neanche la psicologia, qui non centrano molto. Sono scelte che ogni uno di noi deve fare con la massima capacità di discernimento di cui é capace

 N°: 760
 Data: Mercoledi
21:06
24.02.2010
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gent.mo dott.ZAMBELLO.un mio amico e uscito da poco dal carcere e non lo vedo bene mi sembra strano a volte non parla.e io ho avuto dei problemi con la giustizia in passato ed ho una definitiva tra un po ma sono molto preoucupato su questo fatto.ho paura che potrei fare la stessa fine di lui.visto i problemi avuto nel passato ho sofferto per un periodo di crsi forti di ansia con attacchi di panico,ora ne soffro meno.a volte a delle come dire fissasioni sulla morte che moriro troppo giovane che lo sento che moriro,ma un mio amico psicologo mi ha spiegato che e l`ansia che mette questi pensieri.caro dott.Zambello ma secondo lei rischio di fare la stessa fine del mio amico se finisco in carcere.rischio di impazzire?ti ringrazio anticipatamente

Risposta del Dott.Zambello:
.Gent.mo Signor Raf,
speriamo innanzitutto che il suo amico stia bene. Cerchi di stargli vicino, gli suggerisca eventualmente di chiedere aiuto, anche all'ASL se ci sono problemi di soldi ma, non lasciatelo solo.
Per quanto riguarda lei, Signor Raf, le auguro di vivere l'eventuale periodo di segregazione facendosene una ragione. E' inutile disperarsi o imprecare per gli sbagli propri o degli altri. Viva la sua realtà cercando di renderla più "utile" possibile. Si porti dei libri, tenga dei rapporti epistolari con più persone possibili, si renda utile ai suoi compagni. Faccia in modo che anche questa triste esperienza diventi utile per sé e per gli altri.
Sappia signor Raf che anche l'esperienza più triste può trasformarsi in qualcosa di molto grande se noi riusciamo al accettarla e farne ricchezza trasformandola in consapevolezza e conoscenza.
Se lo riterrà opportuno mi scriva, le risponderò volentieri.
Non si preoccupi troppo per gli attacchi di panico. Non sempre, anzi quasi mai sono in relazione ad una situazione obbiettivamente difficile. Spesso sono il frutto più di difficoltà interne che esterne.
Una caro saluto.

 N°: 759
 Data: Lunedi
22:56
22.02.2010
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gentile.dott.Zambello. ultimamente ho letto un libvro di psicologia sui disturbi della personalita.e ho da vero una confusione per la testa che la metta basta.io so che nessuno di noi e propio sano nel vero senso della parola.ma,ho trovato delle asomiglianze un po da quasi per tutto in questi disturbi,quello borderline ess essere molto nervoso e difficolta nelle emozioni,ma non problemi con l identita sessuale oppure pensieri di suicidio,oppure in quello paranoido qualke altra cosa.vorrei un suo consiglio.grazie

Risposta del Dott.Zambello:
Gent.mo Mirco,
lei non é confuso, ha capito bene. Tutti quei disturbi sono anche in lei, come in ogn' uno di noi.
Tra le poche cose che la psicoanalisi ha sicuramente dimostrato é che ciò che ci differenzia non é la qualità dei "disturbi" ma la quantità.
Quindi, se ne faccia una ragione, mi sa che lei sia proprio sano.

 N°: 758
 Data: Lunedi
22:28
22.02.2010
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ho paura tanta paura la preego un aiuto.gentile dott.ZAMBELLO. ho paura di morire ho paura che il mio cuore si ferma.e da poco che vado dfa un terapeuta per i miei terribili attacchi di panico che mi fannno quasi per skopiarmi il cuore.soffro di ansia sono diventata ipocondria e ultimamente mi stano succedendo delle cose orribili.mia madre sta molto male il mio fidanzato vuole lasciarmi e io sto per impazzire e ho tanta paura.non sto superando questo periodo anzi sto molto male e penso imagina un po se mia madre non ce la fara e nello stesso tempo il mio ragazzo mi lasciera.non saprei piu dare un senso alla vita.se ho questo malessere senza che queste cose acadute ho paura da vero paura che non ce la faro io impazziro o avro un infarto secondo lei.gentile dottore ma le persone come noi sensibili e con questi disturbi psicologici come farano?cosa mi aspeta a me ?la morte? mi aiuti la prego

Risposta del Dott.Zambello:
Gent.ma Sara,
si calmi. Non sta impazzendo né rischia che il cuore scoppi, sta vivendo una forte crisi di ansia.
come spesso ho scritto, quando l'ansia diventa insopportabile conviene, almeno momentaneamente affrontare una terapia farmacologica. Non lasci la sua terapeuta, é la via maestra ma magari, con l'accordo con lei, vada anche da un medico, psichiatra, e si faccia prescrivere una terapia farmacologica.

 N°: 757
 Data: Lunedi
09:43
22.02.2010
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Gent.mo Dott. Zambello
ho visto il film Lourdes, lei cosa ne pensa dei miracoli?


Risposta del Dott.Zambello:
Gent.mo Francesco,
l'ho visto anch'io. Molto bello. Avrà notato come la regista, atea, si astenga a dare delle risposte. Tanto é vero che ha preso il premio dei cattolici. Ed é giusto, contrariamente a quello che scrive Missori, non é stata quella dei Cattolici una svista ma il sentire che il dolore, la sua lettura, ci porta vicino alla Verità. E, la regista, lo fa bene, benissimo. A quel punto, che ci importa delle risposte dogmatiche, c'é la "Luce", quella che illumina il viso della protagonista alla fine del film. Il film poi ripete, senza però aderirvi, la filastrocca: I miracoli sono quelli che avvengono dentro di noi, nell'anima. E' vero, ma si può prescindere dal corpo? Nella protagonista, il "miracolo" passa attraverso la carezza, il calore, il corpo del ragazzo. Mi chiedo sempre, come faccia la Chiesa Cattolica, non dico a svalutare, ma a mettere in secondo piano, il corpo, quando Dio, per salvare si é fatto uomo. Ha preso corpo in Cristo.

 N°: 756
 Data: Venerdi
22:23
19.02.2010
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gentile.dott.Zambello soffro da anni di ansia e di attacchi di panico e posso dire che a volte ho paura di quasi tutto.a volte potrei essere un po in ansia e se comincia a piovere di brutto mi sento ancora peggio,non so come mai ma ora ho anche tanta paura delle disgrazie naturali.e da poco che sto facendo psicoterapia per i miei attacchi di panico.gentile dottore le volevo chiedere e possibile che alle persone come noi con disturbi di ansia puo sucedere qualcosa non saprei durante un terremoto o qualcosa del genere.la prego un suo aiuto perche ho tanta paura.grazie anticipatamente

Risposta del Dott.Zambello:
Gent.ma Meio,
si conosce ormai da tempo la correlazione fra la luce e il nostro benessere. Una strana e meravigliosa sintonia, come nelle piante, della produzione di alcuni ormoni, endorfine in presenza di luce e viceversa. La paura, quasi fobica che possa succedere qualcosa di sconvolgente e il sentirsi fragili, minati, costantemente in pericolo é un sintomo di uno stato depressivo. Le consiglio di continuare con fiducia la terapia che ha iniziato. Vedrà che piano, piano, queste paure si allenteranno e lei tornerà a sentirsi bene.

 N°: 755
 Data: Giovedi
21:42
18.02.2010
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salve dott. zambello.
ho quasi 30 anni e soffro di eiaculazione precoce da sempre. Per eiaculazione precoce intendo dire che dopo qualche bacio raggiungo l'orgasmo. E' un problema molto serio che ritengo risolvere il prima possibile. Mi dia per favore delle direttive per risolvere questo problema.


Risposta del Dott.Zambello:
Gent.mo Signor Andrea,
il problema va affrontato su due piani e contemporaneamente: fisico e psicologico.
Lei si dovrebbe rivolgere ad un ‘andrologo e farsi fare una valutazione organica, escludere cioè che ci siano delle cause organiche. Nella stragrande maggioranza dei casi non ci sono, o non si trovano. In tal caso si pensa che l'aspetto psicologico sia preponderante sul disagio. In ogni caso, una volta escluso che ci siano delle cause biologiche, le consiglio di chiedere aiuto ad uno psicoterapeuta che abbia anche un po' di esperienza come sessuologo.
Lei deve sapere che oggi c'é un farmaco: la dapoxetina, che migliora tantissimo la prestazione. E' comunque un farmaco, va prescritto dal medico e non rimuove le "cause" psicologiche che sostengono il disagio.

 N°: 754
 Data: Lunedi
19:14
15.02.2010
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caro.dott.ZAMBELLO.vollevo chhiedere se con un esame di eegis puo vedere se soffri di diisturbo borderline dellla personalita.grazie

Risposta del Dott.Zambello:
Gent.mo Saso,
forse lei si riferisce all' EEG. Direi proprio di no, o per lo meno non lo conosco come esame consigliato nei casi borderline che é una categoria psichiatrica, non neurologica.

 N°: 753
 Data: Lunedi
19:08
15.02.2010
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gentile.dott.Zambello. grazie della disponibilita.secondo lei che tipo ti psicoterapia devo seguire? grazie

Risposta del Dott.Zambello:
Gent.mo Signor Mauro,
faccio lo psicoanalista, é chiaro che considero la terapia dinamica la più "adatta" ad "aiutare". Penso che anche i cognitivo-comportamentali siano colleghi formati. Ma, sostanzialmente credo che quello che fa la differenza in psicoterapia sia l'esperienza del terapeuta e la relazione che la coppia paziente-terapeuta riescono a realizzare

 N°: 752
 Data: Lunedi
18:35
15.02.2010
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Dott. Zambello secondo lei è possibile un'analisi tramite webcam, cioe online? Lei che cosa ne pensa?

Risposta del Dott.Zambello:
Gent.mo Signor Carlo,
pur essendo molto sensibile, lo si vede, alle nuove tecnologie, penso che la psicoterapia e in particolare la psicoanalisi non la si possa fare via web.
Il rapporto psicoanalitico é un rapporto in cui tutto il Sé, conscio, inconscio, anima e corpo, é il rapporto con l'altro. Lo psicoterapeuta, coglie, legge, non solo e non tanto ciò che il paziente dice, ma soprattutto ciò che non dice e comunica con il corpo.

 N°: 751
 Data: Lunedi
11:31
15.02.2010
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Donna 28 anni

Gentile Dottore. la mia storia è lunghissima da raccontare. Soffro di depressione insonnia da circa due anni. Sono stata in cura in una clinica del sonno. Da poco ho smesso l'assunzione del Sulamid e mi sento malissimo. Non ho più voglia di vivere. Non mi fido più dei medici che mi danno sempre diversi farmaci. Io non risco più a controllare la mia mente e mi sembra di impazzire. La mia psicologa dice che è perchè ho perso il lavoro e quindi ho l'umore basso ma io non riesco a reagire e nella mia mente ci sono solo pensieri orribili. Non posso più prendere il Sulamid perchè mi ha creato problemi alla prolattina, tutti mi dicono che devo farcela senza farmaci ma io non ci riesco.. Aiuto


Risposta del Dott.Zambello:
Gent.ma Signorina,
dovrebbe col suo medico cercare un antidepressivo che dia meno effetti collaterali, ce ne sono. Ma, soprattutto affrontare il problema alla base. I farmaci non rimuovono le cause psicologiche, queste restano e appena toglie "la pezza" della pastiglia, queste riaffiorano. Cosa fare? Forse già lo sa, chiedere aiuto ad uno psicoterapeuta
.

 N°: 750
 Data: Sabato
16:56
13.02.2010
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Uomo 37 anni, 8 anni di convivenza appena finita...
Mi sento vuoto, non intendo la classica sofferenza d'amore, no intendo la non capacità di rimanere solo.
Nel senso, non riesco a star bene con me stesso quando sono solo. Che qui con me torni la mia ex compagna, oppure ne arrivi una nuova mi darebbe la stessa sensazione di felicità, io in questo vedo la non capacità di accettare la solitudine.
Può darmi un consiglio?
Grazie


Risposta del Dott.Zambello:
Gent.mo Signor Davì,
non ha mai pensato che forse c'é un po' di depressione? Se così fosse, é mi sembra verosimile, le consiglio di chiedere aiuto.

 N°: 749
 Data: Sabato
15:00
13.02.2010
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salve. sono una ragazza di 17 anni. sono sempre stata l’allegria in persona, fino al 24-10-2008, giorno in cui è venuta a mancare all’improvviso una mia coetanea che era stata per tre anni mia compagna di scuola. da lì la mia vita ha iniziato ad andare a rotoli. ho iniziato a non sentire più niente, nè gioia, nè dolore, non piangevo, non avevo voglia di alzarmi, non dormivo, volevo solo stare al buio…tutto questo fino al 7-07-2009, giorno in cui ho avuto il primo di una lunghissima serie di attacchi di panico. a parte gli attacchi (anche 3 volte al giorno), soffrivo e soffro di un’ansia continua. i miei genitori hanno minimizzato,all’inizio, “passerà”, dicevano. ho insistito a farmi portare dal medico, non ce la facevo più. non avevo voglia di niente, di uscire, di veder gente…le voci mi davano fastidio, seppure leggere… il medico mi ha prescritto degli ansiolitici per un mese. li ho presi, mi hanno stordita ancora di più. ora ho smesso, ho parlato un po’ con la psicologa della scuola ma non riesco a pensare ad altro che alla mia amica e alla morte. non ce la faccio più, dottore. i miei amici non capiscono come mi sento e nessuno sembra credere che sto male sul serio. uno psichiatra servirebbe? la psicologa me l’ha consigliato ma i miei genitori non ne vogliono nemmeno sentire parlare. la situazione non è affatto migliorata e mi sembra di non riuscire più a far niente nella mia vita. e ho solo 17 anni! come farò a tirare avanti, così? i miei sono tanto apprensivi e non mi lasciano respirare un secondo. ma perchè non hanno fatto niente all’inizio, quando magari sarebbe bastato un briciolo di attenzione e comprensione in più?allontanarmi da loro servirebbe? che devo fare? grazie per la cortese attenzione, saluti.

Risposta del Dott.Zambello:
Gent.ma Signorina Isabella,
in clinica si ritiene che se uno/a non riesce ad elaborare un lutto in un tempo massimo di due anni, il lutto diventa cronico. Lei é al limite, ha ragione, ha bisogno di aiuto. Le consiglierei di andare da uno psicoterapeuta, magari in questa fase lascerei stare lo psichiatra. Ma, si faccia aiutare.

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